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La Fattoria didattica

Qui, ai bambini,  togliamo la crosta.

Arrivano puliti e compiti, se educati o monelli non fa differenza, sono sempre comunque un po’ staccati dalla realtà, perché la città fa questo effetto: li snatura un po’, li tiene distanti da loro stessi.

Non tutti s’intende e poi ognuno a modo suo, e noi comunque non facciamo un gran che: solo gli apriamo la porta della loro libertà. Molti genitori inorridiscono davanti alla parola “libertà”, la temono, già si figurano bambini incontrollabili, vandali senza freni, ma non è così: la libertà è un requisito fondamentale per la crescita dell’individuo, la libertà di fare le proprie scelte e i propri errori, di prendersi le proprie responsabilità, di rendersi indipendenti. C’è un’unica regola imprescindibile: il rispetto. Rispetto per se stessi e per gli altri, per gli oggetti, gli animali, le cose e, in definitiva, il mondo. Questa è la base, per il resto ognuno è padrone della propria persona.

Ai bambini non diamo la libertà, facciamo loro scoprire che già ce l’hanno!  Li mettiamo in condizione di potersi sperimentare e pian piano la loro crosta si scioglie.  La cosa buffa è che non facciamo fare loro cose terribili, pericolose, riprovevoli, solo cose divertenti che però di solito a casa non si fanno: rotolarsi giù da una discesa erbosa, camminare tutto il giorno a piedi nudi, baciare un cavallo sul naso,  lanciarsi palle di fango, correre in mutande sotto la pioggia scrosciante, dormire sotto le stelle tutti uno affianco all’altro, abbracciare un cane, arrampicarsi sugli alberi, urlare più forte che si può, …

Alla fine della settimana i bambini sono rossi in viso, non hanno più nemmeno un vestito pulito, e i loro capelli sono pieni di nodi, ma hanno uno scintillio negli occhi, che, potrei giurarci, quando sono arrivati non avevano. E’ successa una piccola cosa, semplice, ma di grande importanza: hanno capito che la vita è loro e possono farci ciò che vogliono, che le regole sono relative e non assolute e che loro potranno farsi le loro quando cresceranno, che non c’è bisogno di dire parolacce o fare i prepotenti per ottenere ciò che si vuole perché se ci si diverte tutti insieme, nel rispetto di tutti, si sta meglio. Hanno interiorizzato l’unica vera regola, quella del rispetto.

D’altra parte: “Non c’è crescita senza l’opportunità di fare esperienza.”!  - Marcello Bernardi -


Here we take away the crust to the kids.

They arrive clean and clear, if polite or naughty makes no difference, they are always a bit away from the reality, because the city makes often this effect: it denature them, it takes them distant from themeselves.

Not all of them, of course, and anyway everyone in his own way, and we don't do that much: we just open the door of their freedom. Many parents are horrified facing "freedom", they are scared, they imagine unmanageable kids, uncontrolled vandals, but it's not like that: freedom is a basic condition for a person's growth, freedom to make a personal choices and mistakes, to take responsabilities, to be independent. There is just only one unavoidable rule: respect. Respect for ourselves and the others, for things and animals, all in all for the world. This is the base, for the rest, everyone is owner of hisself.

We don't give freedom to the kids, we just show them that they already have it! We put them in the condition to experience themselves, and then the crust, gradually melts off. The funny thing is that we don't meake them do those terrible, dangerous, horrible things, but just things they don't usually do at home: roll down a grassy hill, walk around barefoot all the day long, kiss a horse on his nose, throw each other mud balls, run in pants under pouring rain, sleep under the stars all one near the other, hug a dog, climb trees, screem as laud as they can,...

At the end of the week the kids have red cheecks, they don't have clean clothes anymore, and their hair are completely tangled, but they have a spark in their eyes, I bet they didn't have qhen they arrived. A little thing happened, a simple one, but very important: they understood that the life is their and they can do whatever they want with it, that rules are relative and not fullpath and that they can do theiur own rules when grow up, that ther's no necessity to say bad words or to be bully to have what they want because if we have fun togeather, respecting each other, we will stay better. They internalized the only real rule, the respect one.

"There's no growth without the possibility to experience." - Marcello Bernardi -

 

 La Fattoria didattica e le vacanze per bambini sono organizzate e gestite da Caterina Bernardi (laureata in Scienze della Formazione Primaria presso l'università di Milano Bicocca).

The didactic farm and the kid's holiday are organized and managed by Caterina Bernardi (graduated in scienze of childwood education from Milano Bicocca University).

 

 

 

 

 

 

 

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